Elogio della gentilezza

La riflessione di questa sera è rivolta ad una qualità in via d’estinzione.

Basta avere un account su un qualunque social, meglio ancora se basato sullo scambio di opinioni, come Twitter, per rendersi conto della componente dominante di arroganza cialtrona e supponente. Mai un verso gentile o un pensiero positivo che non sia una leccata di culo all’influencer o peggio ancora al politico venduto ai like (o agli sceicchi).

Purtroppo i social contagiano anche la vita reale e, senza scomodare recentissimi fatti di cronaca, non è così difficile riscontrare cialtronaggine arrogante anche mentre fai la spesa al supermercato o tenti di attraversare sulle strisce pedonali, solo per fare qualche esempio.

Ecco che allora, incontrare persone gentili per predisposizione naturale e non per finzione da mercante, ti porta a sperare che non tutto sia omologato alle offese o alle leccate virtuali, alle spinte nei supermercati o ai vaffanculo dalle strisce e nemmeno, volendo andare quasi alle origini,che tutto sia riconducibile all’archetipo del mondo social: le riunioni condominiali.

Vivere la gentilezza è quello che ci capita in questo posto con le persone del campeggio Sciopadroxiu.

Alla reception la signora non lesina parole e disponibilità. Lo fa naturalmente, senza salamelecchi.

Ci racconta, con lentezza, delle origini di questo posto, del padre minatore nelle due miniere attive fini agli anni 60. Dell’incendio degli anni 80 e della confinanza (anche qui) con una colonia penale, un carcere. La presenza di una struttura ministeriale dà diritto ai dipendenti del ministero ad offerte incredibilmente convenienti per soggiorni nelle case sulla spiaggia. Ci mostra l’albero di ginepro, risparmiato dall’incendio, e ci parla delle qualità del suo legno, descrivendoci il corrimano della casa della mamma. Ci parla delle grappe clandestine che (non per mano sua) nascono dalle sue bacche. Mi procura una tanica di benzina per la vespa, senza che gliela chieda, ma solamente per il fatto che ho chiesto dove fosse un distributore ( ce n’è solo uno lontano da questo paradiso e raggiungibile attraverso le strade da rally di cui ho già parlato). Insomma una persona semplicemente gentile.

Ma non è l’unica. Magari è una questione di famiglia, perché il dubbio che siano tutti imparentati un po’ ci viene. Ma anche al ristorante la gentilezza è gratuita e dispensata a larghe mani, nonostante l’affollamento anche da parte di persone esterne al campeggio.

Piccolo esempio, dopo una cena con i fiocchi, ordino il caffè alla ragazza che passa di lì (non quella che mi ha servito le pietanze). Evidentemente si dimentica del mio caffè perché questo non arriva. Dopo un po’ (me ne ero dimenticato anch’io) si presenta al mio tavolo e punta i piedi, con la faccia di chi l’ha combinata grossa. La anticipo e ridendo chiedo:” devi dirmi qualcosa?” . Scoppia a ridere e risponde “la verità… mi sono dimenticata il caffè, ma adesso te lo porto e te lo offro io”. E, assieme al caffè porta anche due cioccolatini.

Lo stesso sorriso gentile che ci regala sempre, accompagnandolo con “coccole” non dovute la proprietaria che si alterna al ristorante ed al bar sulla spiaggia.

Insomma, sono cose semplici e da poco che rendono questo scorcio di vacanza, meglio, di vita, un piacere fatto non solo di dune, mari e paesaggi.

Posso immaginare, purtroppo, i commenti che una riflessione del genere riceverebbe se pubblicata sui social di cui sopra, ma non mi va di sporcarmi la mente con quelle acidità. Non ho tempo da perdere in cose che non meritano il mio tempo: mi aspettano le gentilezze dell’ultima cena a Sciopadroxiu.

Il mare oggi era una favola e anche una tavola

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