I mille murales di Orgosolo raccontano un mondo che non esiste più.

Un mondo sotterrato, cancellato, dissolto dalle arroganze di chi impone dazi a cazzo e bombarda popoli col cappellino da imbecille in testa, nascondendo, con bugie monumentali, gli altrettanto monumentali, ma purtroppo sanguinosi, fallimenti. E gli italiani (non io) fieri che ad accompagnarlo, nelle bugie come nei fallimenti, ci siano le bionde marionette nostrane.

Un mondo, quello raffigurato ad Orgosolo, violentato dall’impunità di chi spara su popoli inermi, ammassati senza alcuna dignità e costretti alla disumana esperienza di mendicare un po’ di acqua o di farina. Che, se solo provi a dissentire, ad alzare un dito, sei antisemita. Ma (bestemmia…) che cazzo di dio hanno un mente queste merde, che (bestemmia) cazzo di diritto hanno di farsi scudo con una definizione odiosa per sterminare popoli uccidendo, senza rimorsi, bambini innocenti?

Io non riesco a non provare odio (si, proprio sano, laicissimo odio) verso questo governo israeliano (democraticamente eletto dalla maggioranza dei votanti, il 50 e passa % dei votanti che sono stati più del 70%). E, lo so che non è giusto generalizzare e pensare che tutti gli israeliani siano così e che anche l’Italia vista da fuori potrebbe sembrare tutta fascista, anche se le percentuali italiane sono almeno 10 punti sotto.
Ma, questo governo di schifosi (che gli israeliani siano tutti così o meno non fa più tanta differenza), dicevo, stanno moltiplicando per 100 l’odiosa proporzione applicata dai nazifascisti ai partigiani.
Non ho paura a scriverlo, io non riesco a sopportare, senza bestemmie al loro falso dio, questo protervo atteggiamento. Sentire la belva Niethaniau dire che invoca e ringrazia dio per i successi militari, prevalentemente a spese di civili, mi trascina senza freni ad associare, proprio quel dio ad un maiale sentendomi quasi subito in colpa nei confronti di uno degli animali più intelligenti. Allora cambio paragone e scateno la fantasia… È uno sfogo che può sembrare stupido e inutile, ma me ne frego.
(BTW, a proposito dei fatti posti a pretesto per questa recente sproporzionata reazione. Questi sono gli stessi israeliani che riescono a far saltare in aria con walkie talkie artefatti, simultaneamente e senza scampo, centinaia di nemici e non riescono a prevedere né, tanto meno, a contenere un arrembaggio alle prime luci del sole, portato avanti da decine di assassini invasati (da un altro falso dio) armati di mitra e motorette. Nessuno mi toglie dalla testa che il pretesto sia stato creato apposta per implementare l’odiosa sproporzione e questo, unito al totale silenzio che circonda tutto questo, spinge il mio disprezzo a pensieri ancora più cattivi).


La viscida ipocrisia doppiopesista ed il silenzio che copre i massacri di queste belve, così altamente guidate ed ispirate dal dio di cui sopra, sono inaccettabili da chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale e di rispetto della Storia (oltre che di un vero senso religioso, se fosse necessario averlo).
Detto questo, la visita ad Orgosolo, dopo più di 60 km di tornanti in solitaria sotto un sole a 100 gradi e sopra la sella rovente della Poderosa vespa, per un attimo ti abbaglia, ti illude quasi che esista un mondo giusto e che qualcuno, magari ispirato dal dio giusto, lo abbia anche saputo raffigurare.
Poi però, travolto dalle notizie, queste visioni ti lasciano solo il gusto amaro della disillusione.

Non c’è nulla del sapore di rivolta verso le ingiustizie o le corruzioni, le arroganze o le sopraffazioni che comunicano i mille murales di questa pittorica avanguardia rivoluzionaria che sieda accanto alla più naive delle letture del mondo in cui viviamo.
Non resta quindi che lasciarsi ipnotizzare da questi dipinti, a volte risalenti agli anni 70, come quelli sulle lotte locali contro l’uso militare di aree destinate al pascolo, altri, come la scala Palestina Libera, più drammaticamente recenti e fingere che, prima o poi, qualcuno con cent’anni di meno, abbia il coraggio e la forza di realizzare i sogni raffigurati in queste pareti.

