Simone, l’airone e (non il simpatico proprietario dell’ agriturismo De Santis di Castiglioncello) staziona solitario nelle acque dello stagno che sta proprio dietro alla spiaggia di fronte a noi.
È un airone bianco e giovane, passa il suo tempo a becchettare le acque ferme in cerca di pesce. A volte volteggia (forma retorica) disturbando una coppia di folaghe (o qualcosa di simile) che hanno nidificato al bordo dello specchio d’acqua.
Nell’altro stagno, quasi dalla parte opposta del campeggio, staziona invece un giovane fenicottero. È bianco e non riesco a dargli un nome. Trovare un nome proprio che fa rima con fenicottero non è facile e quindi rimane l’Innominato. Chissà se passa notti di pentimento o vive dispotico e dissoluto padrone quasi incontrastato di questo territorio. Non è solo, perché, lì vicino notiamo Rino, l’airone cinerino che indugia tra i due stagni, facendo compagnia, di volta in volta, a Simone e all’Innominato.
Queste supercazzole per non dire che, soprattutto a causa di un tempo di m, non c’è un granché da dire di questi giorni.
Passo il tempo divagando sui pallidi sorrisi degli arguti intellettuali mentre parlo di strutturalismo ad Elisabetta (semicit.). O provo a fare problemi di carteggio in vista di una simulazione d’esame che fallirò miseramente. Un po’ per ansia, un po’ per la mia atavica imprecisione nell’utilizzo di matite e squadre.
Ma il bello di essere in vacanza, ma non in ferie è proprio questo. Cazzomene del tempo. Mica devo tornare in ufficio e rimpiangere di aver perso un giorno di sole. E poi, penso che, se qualcuno avesse qualcosa da dire su questo mio atteggiamento, leggermente strafottente e spensierato, lo inviterei a contare quanti soldi ho versato all’INPS in quarant’anni di lavoro. Dopodiché, fatti ‘sti conti, ne riparliamo.
Domani ripartiamo verso Castelsardo e la costa nord occidentale. Abbiamo anche deciso di spostare il traghetto che ci porterà in Sicilia per girare un po’ di più la Sardegna che conosciamo meno.
Due parole però sul campeggio Cala dell’Orso le voglio spendere. Abbiamo speso tanto e la piazzola, vista a mare ne ha valso la pena, ma, c’è un ma. I bagni, per quanti grandi e gender fluid, sono troppo pochi e troppo distanti dalle piazzole. Non che sia stato un problema in questi giorni, ma mi immagino in agosto… deve essere invivibile.


