A fine giornata il tracking riportato sul pannello di controllo di Gin Tonic assomiglia ad un gomitolo aggrovigliato. La colpa è della piega che ha preso la giornata di forte vento che ha accompagnato il tratto tra Marciana Marina e Porto Ferraio. Subito dopo la partenza, quasi per caso, con un bel vento al traverso lascio il timone a Roberto fino a quel momento assolutamente disinteressato a governare la barca , sia pur sorvegliato da Urano. Con lui parte invece una full session di lezioni di vela che Urano, con la sua serafica calma, dispensa in sequenza a Roberto, Manu e, infine, anche alla più riluttante Elisabetta.
Tutti hanno timonato per lunghi tratti con andature anche ben sbandate e tutti hanno portato a termine con una certa disinvoltura, sotto l’occhio esperto di Urano, virate ed abbattute.
Io ho chiesto il supplemento della manovra di recupero di uomo a mare, effettuata con le vele. E quindi, gettato in acqua sulla sinistra un parabordo mentre andavo di bolina larga con mura a dritta, ho proseguito per un breve tratto poi ho poggiato prima al lasco, ho abbattuto mettendomi al traverso con mura a sinistra accostando verso il parabordo con prua al vento permettendone un perfetto recupero con il mezzo marinaio. Il tutto testimonianti da un video fatto dalla Manu in cui, purtroppo, non si sente bene uno scambio di battute con Roberto, incaricato di fare da vedetta tenendo d’occhio la posizione dell’uomo a mare. Riporto qui, a beneficio dei posteri lo stralcio più rilevante del dialogo tra l’aspirante comandante (io) e l’uomo designato di vedetta (Roberto).
Io:”uomo di vedetta, indicami dove si trova l’uomo a mare!”
Roberto:” uomo a mare a ore 10, 10 e un quarto!”
Io:” vai a cagare!”
All’arrivo a Portoferraio, dopo la classica birretta dell’ ormeggio, se non fosse bastata l’intensa giornata di scuola, ci siamo anche avventurati in una lezione di nodi. Non c’è niente da fare, se una cosa è divertente e fatta con passione, diventa anche contagiosa!


