La morte della farfalla

Non una farfalla animale, ma quella che definisce l’andatura col fiocco (o il genoa nel nostro caso) e la randa bordate su mura opposte. Morta perché subito dopo averla impostata, nel primo tratto percorso oggi tra Marina di Campo e Marciana Marina, ho strambato, incasinando tutto e riprendendo il controllo della barca con una certa difficoltà.

A parte questa piccola (grande) incertezza legata principalmente all’inesperienza e alla mancanza di quella sensibilità nella gestione del timone che si apprende solo con tante miglia alle spalle, oggi è davvero andata bene come giornata di scuola. Ho sempre tenuto il timone e dopo aver ucciso la prima farfalla, la seconda mi è riuscita bene anche se ha avuto vita breve perché poco dopo abbiamo deciso di ancorare in rada per pranzare cullati dalle onde e baciati dal sole.

Il riposo dura il giusto perché non vogliamo perderci un bel vento da Nord Ovest che tocca i 14 nodi e ci fa filare al traverso arrivando a 8 nodi di velocità rispetto al fondo. Per puntare verso Marciana mi riesce un’abbattuta che si merita anche il complimento del Comandante Urano. Lascio il timone solo al momento dell’ ormeggio, questa sera all’inglese nella banchina del romantico porto di Marciana Marina.

La passeggiata in paese, con andatura barcollante dovuta all’imprinting delle onde, ci porta dritti alla cena in barca condita dai racconti oceanici del nostro skipper ed illuminata, prima dal tramonto e poi da una spettacolare congiunzione Luna Venere.

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