Nonostante i temporali che ad ondate arrivano da terra, scaricando fulmini che illuminano l’orizzonte, la Marina di Porto Azzurro offre un riparo tranquillo che ci regala una lunga notte di sonno.

Lasciamo gli ormeggi dopo una capatina in farmacia per fare scorta di pillole contro il mal di mare. Che non sia mai che ci capiti di nuovo di incontrare il principe dei rollii che ha accompagnato i nostri incubi la notte scorsa.

Una leggera brezza sembra accompagnare la partenza e così, quando l’anemometro di bordo oscilla tra gli 8 e i 9 nodi, issiamo randa e genoa nella speranza di arrivare a vela a Marina di Campo, la nostra metà.

L’illusione dura poco e nemmeno la manovra di allontanamento dalla costa alla ricerca di un vento più forte, sfruttando al traverso la brezza di Levante, appaga le nostre speranze. Siamo quindi costretti a ripiegare sul motore.

Passiamo il pomeriggio in rada, davanti alla spiaggia di Marina di Campo in attesa dell’autorizzazione ad entrare in porto che non arriva prima delle 16.30 a causa di lavori subacquei ai corpi morti.

Lasciare che il tempo scorra lento, senza chiedersi che ore sono, cancellando con poca fatica i residui sensi di colpa per la svogliatezza negli studi.

Abbandonarsi al sole lasciando arrostire la pelle, cullati da un piacevole rollio, osservando con sollievo una spiaggia poco affollata, ma dalle tinte decisamente estive, tutto questo, assieme alla compagnia rilassante degli amici di sempre, mi regala la sensazione di aver vissuto mille vite.

La pioggia però accompagna, immancabile, un finale di serata condito con il primo gin tonic in onore dell’omonima “nostra” barca.

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