Giovedì 25 maggio, sveglia alle 7.30 equipaggio pronto ! Prepariamo prima la colazione e successivamente la barca. Prima di noi salpa la nostra vicina, Kipawa 1938, devono partecipare ad una regata, è una barca spettacolare, il nostro skipper l’ha definita un’opera d’arte. Non è necessario intendersi di vela per apprezzarla e restare incantati a guardarla mentre scivola via.

Usciamo dal porto di Portoferraio e capiamo subito che la giornata non permetterà di aprire le vele. Impostiamo la rotta, destinazione Capraia.
Dal momento che andiamo a motore mi siedo a prua per scrutare l’orizzonte, oggi in questa “lunga” tratta dobbiamo vedere qualcosa, un delfino, un tonno o una palamita, qualsiasi cosa!
Il mare è calmissimo nessuna increspatura, in questo modo dovrebbe essere più facile avvistare qualcosa. Ad un certo punto vedo a dritta in lontananza una schiuma bianca, qualcosa è ricaduto in acqua. Poco dopo una sagoma scura fa capolino dall’acqua, altra schiuma, altro salto, altra schiuma, altro salto e altra schiuma e aspetto un altro salto ma non succede più nulla
Dopo quaranta minuti circa altra schiuma prima si vede una pinna, poi un’altra pinna, sono due delfini che si avvicinano, li vediamo bene, la loro rotta incrocia la nostra, loro si dirigono verso l’isola d’Elba. Diego riesce anche a riprenderli mentre passano a poppa, nuotano all’unisono, sembra una danza e scompaiono all’improvviso immergendosi nella nostra scia.
Decidiamo di mangiare qualcosa per spezzare la mattinata e ritorno nel pozzetto, questa volta a sinistra vedo prima una sagoma scura lucente che si stacca dal mare e poi la schiuma fa altri due salti e la perdiamo, si stava allontanando dalla nostra rotta.
Dopo questi tre spettacolari incontri ho smesso di scrutare l’orizzonte, nel frattempo siamo arrivati a Capraia, puntiamo a Cala Rossa.

Ammiriamo il contrasto dei colori e facciamo qualche foto. Non possiamo calare l’ancora in questa rada e ci spostiamo dopo il Punta dello Zenobito, Cala del Moreto.

Caliamo l’ancora e prepariamo uno spuntino, sono le 14:30 e questa sera sappiamo già dove andare a mangiare,un crudino da Pescianel.

In mare vediamo anche qui tante meduse e in profondità i soliti pesciolini. Oggi non posso attirarli con il pane perché il gabbiano Gaetano ci da il tormento, non capiamo se vuole cibo o se vuole cacciarci, ci gira attorno , cerca di salire sulla barca. La scogliera è abitata da tantissimi gabbiani, probabilmente ci sono nidi con le uova. Molti gabbiani sono a terra e altri sorvolano la montagna. Ad un certo punto si ingaggia una guerra in cielo due corvi provano a fare un’incursione ma vengono intercettati, attaccati, inseguiti e probabilmente feriti dalle pattuglie in volo, non ho avuto la prontezza di riprendere la scena ma è stata avvincente. Inoltre dal nulla compaiono tre falchetti in cerca della corrente ascensionale per andare più in alto.
Quando giunge il momento di dirigerci al porto una brutta sorpresa, il motore non parte. Urano prova qualcosa ma non riesce a sbloccare il cambio del motore che sembra inceppato. Nel frattempo aumenta il rullio, abbiamo paura di passare un’altra notte come la prima. Roberto si vede già sul tender a manetta per chiedere aiuto. Quando Gaetano si accorge della nostra difficoltà ci abbandona soli in balia delle onde, gabbiano vendicativo!
Fermi tutti e calma, chiediamo l’aiuto da casa. Nessuno ha campo ma per fortuna Urano si! Chiama Mario, il meccanico di Gin Tonic. Fa fare delle cose prima semplici e non risolvendo Urano è dovuto entrare nel gavone di poppa per accedere al cambio. In qualche modo, seguendo le indicazioni di Mario, siamo riusciti a sistemare l’avaria e siamo ripartiti verso il porto. Rispetto al solito entriamo in porto tardi, scendiamo per brindare allo scampato pericolo e andiamo a prenotare per le 20 la cena.
Sbrighiamo le formalità, attacchiamo la corrente, per l’acqua ci pensiamo domani mattina in questo porto dalle 20 alle 8:30 non erogano acqua.
È già ora di cena e ci dirigiamo al Pescianel qualche barca più in là. Mangiamo la degustazione Royal e aggiungiamo due gamberi rossi e delle ostriche, dessert e poi il caffè al bar di fronte. Le chiacchiere serali le facciamo al bar, ritorno alla barca e ci ritiriamo nelle nostre cabine. La considerazione della giornata è che a Capraia questa toccata e fuga è troppo poco, bisogna girarla sia via mare che via terra.


