Lou, la bimba dei ragazzi del van qui a fianco è una vera esploratrice. Ha solo 14 mesi, ma si avventura senza timori nei vialetti del campeggio allontanandosi anche di molto dagli occhi della mamma. Mi ha preso in simpatia fin dal primo giorno cercando di coinvolgermi con i suoi sorrisi anche mentre ero impegnato nelle simulazioni di carteggio. Ogni volta che la ingaggio, un po’ in tedesco un po’a gesti, mi risponde con sorrisi che conquistano. Come Lou, sono ancora tanti i bimbi tedeschi in giro per il campeggio e ogni volta che li sento parlare penso a Leo e a come lui si sentirebbe a casa qui 😀.
Oggi giornata di bucato e di studio. A parte il tempo, nuvoloso e poco invitante a fare esplorazioni nei dintorni, ci frena una condizione fisica un po’ massacrata dagli squat e dagli affondi dell’allenamento di ieri. Alcuni movimenti, come salire e scendere dal camper, sono quasi una sofferenza. A parte questo però, si fa sempre più strada la sensazione che, giandonando, si riescano a fare più cose di quante se ne facciano nella vita ordinaria. È certamente solo un’impressione, ma sono contento che sia così e me la godo con soddisfazione.
Il tempo regala un po’ di cielo sereno e nel tardo pomeriggio decidiamo di scendere nella spiaggia qui di sotto. Siamo in pochi e si sta bene al caldo del sole che tramonta lentamente alle spalle della torre. Al ritorno mi passa quasi tra le gambe un serpentello nero e abbastanza lungo. Mi domando cosa possa mangiare in questi luoghi. Più o meno la stessa domanda che facciamo, rivolta a noi stessi, dal momento che il frigo comincia ad essere vuoto. Domani si dovrà fare un po’ di spesa perché il market del campeggio, per quanto gestito da persone gentilissime, ha un aspetto da età dei soviet.


