La pioggia sottile che picchietta dolcemente sul tetto del camper accompagna l’epilogo dj questa prima vera giornata da giandoni.
Lunga giornata che, in realtà, inizia con la tarda partenza da Verona di ieri sera.
E. se ci fosse bisogno di una conferma della mia fama di “bussola” cercatela nel tratto di strada tra Verona e Mantova. Sembra impossibile, eppure è vero (cit. per pochi) ma sono riuscito a sbagliare direzione almeno un paio di volte. Scaricando una mitraglia di siracche, anche in quei pochi chilometri che, da buon veronese, dovrei conoscere come le mie tasche.
Mi sono imposto di espiare la colpa, guidando senza sosta quasi fino a destinazione, zigzagando sulla cresta dei 2000 giri, tra gli innumerevoli cantieri dell’Autostrada della Cisa. Ho evitato, con un misto di rispettoso egoismo, le zone dell’Emilia Romagna colpite dalla catastrofica alluvione di questi giorni.
L’arrivo di buon mattino all’agriturismo De Santis a Castiglioncello, sonnolento e sobbalzante a causa della strada bianca è da subito addolcito dalla conoscenza di Simone e Roberta. Sono i fratelli, cordiali e simpatici proprietari con cui ci tratteniamo per una lunga chiacchierata al check-in e ancor di più durante la cena che decidiamo, da subito, di prenotare qui.
La giornata scorre veloce come la Vespa che solca queste strade con la stessa disinvoltura milanese. La cosa mi fa strano, ma mi ci devo abituare. Da ora in poi, le buche del nostro girovagare sostituiranno per un bel po’ agli sbalzi dei pavé milanesi.
Passeggiando per Castiglioncello ci si immerge in un mondo di riferimenti all’ambiente del cinema (molti attori avevano ville qui) ed alle esperienze dei pittori macchiaioli che ne fecero il set privilegiato come sfondo per le loro tele.
Nota di colore: la vista di GinTonic, la nostra barca, mi ha davvero colpito. È come una donna dai fianchi larghi, senza scomode sinuosità, tutta comfort ed accoglienza. Speriamo nel tempo e nei pianeti e, soprattutto, che Urano, il nostro skipper, sia con noi.


